«Su proposta di un ex esponente di An, il Consiglio comunale di Roma ha approvato una mozione che impegna il sindaco Veltroni e la giunta a intitolare una strada a Bettino Craxi. La votazione, a quanto sembra, è avvenuta quando nell’aula c’era una certa confusione ma siamo convinti, data la serietà delle persone, che, per esempio, i consiglieri del nascente Partito democratico che hanno detto sì ne fossero pienamente consapevoli. È probabile che lo abbiano fatto per tributare (il loro) omaggio all’uomo politico Craxi. Una dimensione quella della politica che tuttavia non esaurisce la figura diciamo così storica del leader del Garofano, condannato con sentenze definitive a 5 anni e 6 mesi per corruzione, e a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito del suo partito. Ora, l’aspetto giudiziario non è indifferente visto che l’intitolazione di una strada, e a maggior ragione nella capitale, presuppone che vi sia dell’ammirazione e della riconoscenza nei confronti del personaggio intitolato.
Quindi, delle due l’una. O Craxi è stato ingiustamente perseguitato dalle toghe (rosse) e costretto all’esilio. E allora ha ragione la figlia Stefania nel pretendere che il padre venga onorato non con una semplice via ma con la piazza antistante l’hotel Raphael. E con le pubbliche scuse dei tanti che, soprattutto a sinistra, non risparmiarono a Craxi il loro biasimo e che adesso, tardivamente, lo riabilitano. Oppure, come pensiamo sia, quelle sentenze emesse nel nome del popolo italiano vanno accettate e rispettate. E allora una strada dedicata a un latitante sarebbe semplicemente una vergogna».
A. Padellaro, Unità 3/7
mercoledì 4 luglio 2007
martedì 3 luglio 2007
Un mondo normale, senza Carlo Buora
Oggi sia Repubblica che il Financial Times hanno deciso di occuparsi di Carlo Buora.
«Che in Telecom regni una confusione senza precedenti lo dimostra il comportamento tenuto nella vicenda dell´Opa sul fondo Tecla. Telecom possedeva fino al 15 maggio scorso il 10% di Tecla attraverso la joint venture Tiglio 1, nella quale compariva con una quota di minoranza (45,7%) rispetto ai soci forti Pirelli Re e Morgan Stanley (51%). Ebbene il 15 maggio Telecom acconsente a vendere il 10% di Tecla al prezzo di 575 euro per ogni quota: a comprare è un´altra scatola, Gamma Re, costituita per l´occasione da quei prezzemolini di Pirelli Re e Morgan Stanley e che di lì a poco (il 22 maggio) lanceranno un´Opa su tutte le quote di Tecla al prezzo di 590 euro.
Succede poi che sull´osso degli immobili Tecla si avventano anche Goldman Sachs e Caltagirone facendo lievitare il prezzo d´offerta a 690 euro. Risultato finale: ieri Pirelli Re annuncia di aver superato il 50% delle quote di Tecla e l´unica a rimetterci è Telecom che ha venduto a 575 euro ciò che un mese dopo è stato comprato a 690 euro. Domanda: il vicepresidente Carlo Buora, per vent´anni manager di spicco di Pirelli, ha fatto gli interessi di Telecom, l´azienda in cui lavora?»
“Interessi immobiliari”, G. Pons, Rep. 3/7/07
Si può recuperare qui l’articolo di P. Betts ("The dream team that could reconnect Telecom Italia", Financial Times, 3/7/07), che finisce così:
«In un mondo normale, il tandem Pistorio-Bernabé - senza Buora e Ruggiero - sarebbe un’ottima soluzione per Telecom Italia. Ma questo non è un mondo normale, specialmente in Italia».
Betts, infatti, spiega anche che non ci sono (validi) motivi per sostituire Pistorio con Galateri alla presidenza di Telecom.
«Che in Telecom regni una confusione senza precedenti lo dimostra il comportamento tenuto nella vicenda dell´Opa sul fondo Tecla. Telecom possedeva fino al 15 maggio scorso il 10% di Tecla attraverso la joint venture Tiglio 1, nella quale compariva con una quota di minoranza (45,7%) rispetto ai soci forti Pirelli Re e Morgan Stanley (51%). Ebbene il 15 maggio Telecom acconsente a vendere il 10% di Tecla al prezzo di 575 euro per ogni quota: a comprare è un´altra scatola, Gamma Re, costituita per l´occasione da quei prezzemolini di Pirelli Re e Morgan Stanley e che di lì a poco (il 22 maggio) lanceranno un´Opa su tutte le quote di Tecla al prezzo di 590 euro.
Succede poi che sull´osso degli immobili Tecla si avventano anche Goldman Sachs e Caltagirone facendo lievitare il prezzo d´offerta a 690 euro. Risultato finale: ieri Pirelli Re annuncia di aver superato il 50% delle quote di Tecla e l´unica a rimetterci è Telecom che ha venduto a 575 euro ciò che un mese dopo è stato comprato a 690 euro. Domanda: il vicepresidente Carlo Buora, per vent´anni manager di spicco di Pirelli, ha fatto gli interessi di Telecom, l´azienda in cui lavora?»
“Interessi immobiliari”, G. Pons, Rep. 3/7/07
Si può recuperare qui l’articolo di P. Betts ("The dream team that could reconnect Telecom Italia", Financial Times, 3/7/07), che finisce così:
«In un mondo normale, il tandem Pistorio-Bernabé - senza Buora e Ruggiero - sarebbe un’ottima soluzione per Telecom Italia. Ma questo non è un mondo normale, specialmente in Italia».
Betts, infatti, spiega anche che non ci sono (validi) motivi per sostituire Pistorio con Galateri alla presidenza di Telecom.
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lunedì 2 luglio 2007
Diventa legge solo l’1% delle proposte presentate alle Camere
Da aprile 2006 a giugno 2007 sono stati presentati 4.337 disegni di legge. Quanti ne sono stati approvati? 40. La percentuale è inferiore all’un percento. Nelle due legislature precedenti (Berlusconi e Prodi) la cifra è stata superiore, ma comunque bassa: 7,3% delle proposte sono diventate legge (casualmente il valore è identico).
Negli altri Paesi europei ritroviamo le stesse cifre? No. Francia (24,3%) e Gran Bretagna (30%) ci superano. Germania e Spagna arrivano al 50%. Nessun altro Paese produce così tante proposte e ne approva così poche. Nessuno ha tanti parlamentari come i nostri: 952 (Francia 905, Germania 683, Spagna 609, solo la Gran Bretagna ci batte con 1.397 ma 750 sono Lord nominati dalla Regina). Perché questa inefficienza? Alle lacune della nostra classe politica, si aggiunge il sistema del bicameralismo perfetto: nessun’altra democrazia occidentale lo prevede.
“Poche leggi al traguardo”, A. Cherchi e A. Marini, Sole 2/7/07
“Corsa ai progetti senza un futuro”, T.E. Frosini, Sole 2/7/07
Negli altri Paesi europei ritroviamo le stesse cifre? No. Francia (24,3%) e Gran Bretagna (30%) ci superano. Germania e Spagna arrivano al 50%. Nessun altro Paese produce così tante proposte e ne approva così poche. Nessuno ha tanti parlamentari come i nostri: 952 (Francia 905, Germania 683, Spagna 609, solo la Gran Bretagna ci batte con 1.397 ma 750 sono Lord nominati dalla Regina). Perché questa inefficienza? Alle lacune della nostra classe politica, si aggiunge il sistema del bicameralismo perfetto: nessun’altra democrazia occidentale lo prevede.
“Poche leggi al traguardo”, A. Cherchi e A. Marini, Sole 2/7/07
“Corsa ai progetti senza un futuro”, T.E. Frosini, Sole 2/7/07
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venerdì 29 giugno 2007
Emergenza rifiuti?
I quattro paradossi dei rifiuti a Napoli, spiegati da Giuseppe D’Avanzo di Rep.
1. non esiste alcun ciclo rifiuti in Campania
2. il commissario straordinario non conta nulla
3. ci sono circa 12 miliardi di euro a disposizione per venir fuori dalla crisi
4. l’emergenza conviene
1. non esiste alcun ciclo rifiuti in Campania
2. il commissario straordinario non conta nulla
3. ci sono circa 12 miliardi di euro a disposizione per venir fuori dalla crisi
4. l’emergenza conviene
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Dpef, un inutile rito
«Il Dpef è inutile, è una metodologia sorpassata per produrre decisioni di politica economica. Serve solo a intasare i lavori delle Camere e a promuovere il festival delle dichiarazioni. Basterebbe una semplice mozione parlamentare di poche righe che contenesse l’entità della correzione di bilancio che si apporta a fine anno con la legge Finanziaria. E tutto sarebbe più lineare».
Da uno «spunto» del Corr. di oggi
Da uno «spunto» del Corr. di oggi
giovedì 28 giugno 2007
Non nel mio giardino
Oltre il 90% dei cantieri aperti subisce una contestazione. In un caso su due è efficace: il cantiere si blocca. E’ la sindrome NIMBY, not in my back yard, non nel mio giardino. Discariche, termovalorizzatori, centrali eoliche vanno bene, ma soltanto se costruite lontano da casa. Poi però ci lamentiamo dei troppi rifiuti e della poca energia pulita prodotta.
“Le proteste bloccano un cantiere su due” di G. Santucci, Corr. 28/6/07
“Le proteste bloccano un cantiere su due” di G. Santucci, Corr. 28/6/07
mercoledì 27 giugno 2007
Usura: 12 miliardi di interessi ogni anno, 4 condannati su 5 a piede libero
12 miliardi di euro gli interessi pagati ogni anno dalle vittime agli usurai
25.000 numero stimato di usurai
150.000 i commercianti vittime dell’usura
105.000 i negozi chiusi per usura negli ultimi 5 anni
130.000 vittime dell’usura a Roma e provincia
6.163 procedimenti giudiziari per usura dal 2000 al 2006
9.786 persone denunciate per usura dal 2000 al 2006
20% dei procedimenti per usura finiscono con una prescrizione
79% dei condannati per usura resta a piede libero
Fonte: Rep.
25.000 numero stimato di usurai
150.000 i commercianti vittime dell’usura
105.000 i negozi chiusi per usura negli ultimi 5 anni
130.000 vittime dell’usura a Roma e provincia
6.163 procedimenti giudiziari per usura dal 2000 al 2006
9.786 persone denunciate per usura dal 2000 al 2006
20% dei procedimenti per usura finiscono con una prescrizione
79% dei condannati per usura resta a piede libero
Fonte: Rep.
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