giovedì 19 luglio 2007

L'Ue boccia la legge Gasparri: "Da cambiare entro due mesi"

La Commissione europeaha bocciato la legge Gasparri e ha ingiunto all' Italia di modificare entro due mesi la normativa in materia di radiotelediffusione in conformità «al quadro normativo comunitario relativo alle comunicazioni elettroniche». L' Ue ritiene infatti che la legge Gasparri «introduca restrizioni ingiustificate alla prestazione di servizi di radiotelediffusione e attribuisca vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti» (Rai e Mediaset, ndr).

DEFERIMENTO A CORTE EUROPEA - Secondo la Commissione europea, su proposta del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, la situazione attuale per quanto riguarda le trasmissioni in tecnica analogica, «dove solo un numero ristretto di operatori è in grado di competere nel mercato dei servizi di radiotelediffusione, rischia di riprodursi nel settore della televisione digitale terrestre, il che significa continuare a offrire minori possibilità di scelta ai consumatori italiani». Se le autorità italiane «non prenderanno le disposizioni necessarie per conformarsi al parere motivato entro due mesi dal suo ricevimento, la commissione può decidere di deferire l' Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee».

DDL FERMO IN PARLAMENTO - Per la commissione, la normativa italiana consentirebbe alle emittenti esistenti di acquistare un numero di frequenze per il digitale «superiore a quello necessario» e di «mantenere il controllo sulle frequenze e sulle reti analogiche anche dopo la data prevista per la cessazione della diffusione analogica». Bruxelles riconosce che il governo italiano ha elaborato un disegno di legge di modifica(legge Gentiloni, ndr), ma «è ancora all'esame del Parlamento a quasi un anno dall'invio della lettera» di avvertimento dell'Ue.

da corriere.it

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